martedì 19 luglio 2011

Saga Guerre Stellari


Adesso vi spiego come vedere i fatti così come si sono svolti per davvero, senza credere al mito buonista che mette i paraocchi all'intelligenza.

Per prima cosa ecco la locandina che più si addice alle vicende del film: i veri protagonisti sono Yoda, l'imperatore e Darth Father (Lord Fenner), ossia il povero Anakin Skywalker.
Tra di loro il burattinaio è l'imperatore, gli altri due sono le pedine inconsapevoli del lato oscuro della forza.



I sei episodi di Guerre Stellari raccontano di come un esaltato superdotato di superpoteri si sia fatto prendere dall'entusiasmo di essere nel mezzo di eventi supergalattici e di credere di poter da solo venirne a capo in barba a vecchi superdotati molto più esperti di lui.
Guerre Stellari è una storia triste. Non fatevi ingannare dall'apparenza di un finale buonista dove vince il bene.
Se si considera quello che si sarebbe potuto ottenere se Yoda si fosse imposto  sul consiglio dei Jedi, impedendo che Anakin venisse addestrato ad essere uno Jedi, la repubblica sarebbe stata mantenuta e il senatore Palpatine non sarebbe arrivato a farsi imperatore.
Ma gli Jedi stanno a guardare e c'è chi pensa di passare all'azione al posto loro, i Sith, appunto.

Ma perché se Anakin non era adatto ad essere uno Jedi, pur con i suoi poteri, non sarebbe potuto essere utile a servire la Repubblica in altro modo? E pensare che èra un genio dei motori e un provetto pilota.
Ma allora perché non mandarlo in accademia astronavale e garantirgli di mettere su famiglia, si vedeva che di fare l'asceta non ne aveva nessuna intenzione. Avrebbe potuto sposarsi con Padme e vivere felice, invece di farsi venire il senso di colpa e finire nelle braccia dell'imperatore che lo seduceva con le illusioni di potere.

Si disse che poteva, con i suoi poteri, essere sedotto dai Sith ad operare il male ... ma proprio se non aveva la testa per resistere alle lusinghe di potere non era adatto per fare lo Jedi !!!!
Quante contraddizioni in questa storia.

Le vicende si potevano raccontare in un solo film, senza velleitarismi da setta mistica di spadaccini laser e sottolineando che la cultura degli Jedi è povera di contenuti per presumere di difendere la Repubblica.
La Repubblica non la si difende brandendo una spada, così come le istituzioni non si garantiscono stringendo in pugno una pistola. Ecco perché gli Jedi come guardiani della Repubblica sono inefficaci, loro stanno ad aspettare che il danno sia visibile, non usano i mezzi della cultura civile e sociale per monitorare ciò che accade, non usano un corpo di servizi segreti come invece fanno i Sith per sapere cosa fanno gli altri, anzi, arrivano solo in pompa magna dicendo "adesso arriviamo noi" e se qualcuno vuole fargliela sotto il naso sa quando mentire.


In un solo film bastava iniziare la storia contemporaneamente con i due protagonisti, Anakin e Luke Skywalker come figura secondaria che si muove ai margini delle vicende del padre Anakin.
E' Lord Fenner che ricorda sia i suoi errori che l'astuzia del Sith Palpatine.
Padme, che è stata la sua fiamma d'amore viene raccontata nei suoi ricordi di artefice del male cone estrema sofferenza, fin quando alla fine, quando Luke lo rivaluta come persona e gli concede il perdono lui può finamente concedersi al ricordo della sua amata moglie, quella creatura dalla coscienza immacolata la cui bontà gli pare di riconoscere nel figlio Luke giunto lì a tendergli la mano in un attimo estremo di pietà.
Ecco che Anakin scaccia via la seduzione del male e affronta mortalmente l'imperatore per sacrificarsi e donarsi al figlio.

Solo così questa lunga storia torna ad acquistare tutta la sua profondità.

Ma un film così girato non è roba per fanciulli dediti a baloccarsi con spade lasere e astronavi.

In un film così girato la setta degli Jedi perde così il suo prestigio fittizio e viene ad essere presentata quale è realmente, un manipolo di moschettieri, e il centro della storia torna ad essere visto nella crudezza della vita, dove non servono le buone intenzioni per evitare le porte dell'inferno.

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